A MODENA LA SFERA DI POMODORO E L'ATLANTE DI GHIRRI


Trecento chilogrammi di bronzo e 120 centimetri di diametro sono i numeri della “Sfera n.1”, realizzata nel 1963 dallo scultore Arnaldo Pomodoro ed esposta al Palazzo dei Musei di Modena nei giorni del Festival filosofia (dalle 9 alle 23, ingresso libero, venerdì 17 settembre presentazione con Pier Luigi Castagnoli).
Si tratta della prima sfera realizzata dall’artista, l’opera che ha dato avvio ad una lunga serie di variazioni sul tema oggi più noto e familiare di tutta la sua produzione scultorea. Ciò che sorprende, oltre l’imponenza volumetrica, è il contrasto fra la levigata perfezione della forma e la travagliata complessità dell’interno. Le opere di Pomodoro celebrano oggi spazi illustri come i Giardini del Palazzo reale di Copenaghen, il Department of Water and Power di Los Angeles, il Museo d’arte contemporanea di Mosca e il piazzale dell’Onu a New York.
Una seconda installazione, opera di Marco Bagnoli, si intitola “Colui che sta. Benché sia notte” e viene ospitata nella chiesa modenese di San Paolo per iniziativa della Provincia (dalle 9 alle 23, ingresso libero, venerdì 17 alle 19 presentazione con Mario Bertoni). Invitato più volte alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel, Bagnoli è un artista che coniuga arte, religione e scienza con una originalità che lo pone ai vertici del panorama internazionale. La sua installazione si fonda sulla luce e il suono. Il gracidare delle rane della foresta amazzonica che si diffonde nell’ambiente, i punti astrali di riferimento degli aborigeni della Polinesia nelle loro peregrinazioni in canoa sui mari del Pacifico, le parole di San Giovanni della Croce che ritornano nel titolo sono tra gli elementi che compongono l’installazione, luogo fisico di riflessione sui differenti modi di orientarsi nel cosmo.
Nei giorni del Festival, la Galleria civica di Modena ospita inoltre la mostra fotografica “Atlante”, una delle prime serie a tema di Luigi Ghirri, scomparso nel 1992 e considerato tra i maggiori fotografi del secondo Novecento (dalle 9 alle 23, ingresso libero, alle 14 e alle 19.30 proiezioni del film “Il mondo di Luigi Ghirri” di Gianni Celati). Il soggetto è un comune atlante geografico che Ghirri ritrae a luce naturale con la sua reflex 35 millimetri. Come sottoposte a un microscopio e tagliate in inquadrature sorprendenti, le carte dell’atlante si trasformano in nuovi oggetti, in pure visioni immaginative. Ghirri selezionò una serie di 34 fotografie e le incollò personalmente su cartoncini quadrati che, rilegati, formano l’Atlante.
Un secondo atlante è quello realizzato da Gianni Valbonesi per la mostra “Andar ridisognando il mondo”, che alla biblioteca Poletti riunisce 50 mappe e carte geografiche tra il XVIII e il XIX secolo riviste dall’artista modenese Gianni Valbonesi (dalle 9 alle 23, venerdì 17 alle 18 presentazione con Mario Bertoni e Dario Ghelfi). Ridisegnare le mappe e le carte significa “ridisognare” un mondo più o meno differente, in cui i luoghi si confondono, i mari diventano cieli e si riempiono di stelle, le flore e le faune dei paesi esotici invadono le pianure padane delle vecchie carte estensi, i mondi si riflettono specularmente in planisferi dell’assurdo. A volte l’intervento artistico è vistoso ed evidente, a volte nascosto e segreto.
Sempre a Modena si possono visitare nei giorni del Festival filosofia l’installazione sospesa “Il cielo sopra”, realizzata dagli allievi dell’istituto d’arte Venturi nel cortile del Melograno (dalle 10 alle 20), la mostra “Il marchio del mondo”, dedicata a progetti grafici realizzati da allievi dell’Istituto superiore per le industrie artistiche di Urbino sotto la guida di Massimo Dolcini (Piazza Pomposa dalle 9 alle 23) e la mostra “I filosofi della vita” alla stazione centrale (dalle 9 alle 23).

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Pubblicata da: Festival Filosofia il 13-09-2004